Asta 163
A 163 - Importanti Armi Antiche, Armature, Ordini & Militaria
24, 25 Settembre
Lotto 452
Sciabola di presentazione per il Colonnello Daniel Dowling, Aiutante di campo del Generale Garibaldi
Clicca la foto per ingrandire
Starting bid: 4500 €
Offerta massima:
Provenienza
Italia
Datazione
1860
Dimensioni
lunghezza 103.5 cm.
Conservazione
buone
Lama leggermente curva a un filo e breve controfilo con ampio sguscio centrale, finemente incisa a bulino su tutta la lunghezza. Recante su un lato la dedica "THIS SWORD PRESENTED TO COLONEL DOWLING BY A FEW OF HIS ADMIRING COUNTRYMEN WITNESSES OF HIS CHIVALRY AND BRAVERY IN THE CAUSE OF ITALIAN FREEDOM. ST. ANGELO OCTOBER 29TH 1860" posta fra trofei e disegni floreali. Sul lato opposto "To COLONEL DOWLING AIDE DE CAMP TO GENERAL GARIBALDI AND INSPECTOR OF ARTILLERY TO THE NATIONAL ARMY OF ITALY" sempre fra trofei e fiorami. Il tallone marcato "ISAAC CAMPBELL 71 JERMYN ST. LONDON" su un lato e con "proof-mark" su quello opposto. Fornimento in ferro completamente intagliato a fronde di quercia sul lato esterno. Fodero in ferro inciso a bulino a trofei e a motivi floreali, due anelli di sospensione.
Daniel Dowling fu un militare britannico di notevole esperienza, formatosi nella Royal Artillery e già veterano della Guerra di Crimea. Durante l’assedio di Sebastopoli prestò servizio volontario nelle batterie d’assedio e venne segnalato in due occasioni per il suo valore. Al termine della guerra ricevette la Medaglia Sarda per la Crimea e fu nominato "adjutant" nel Military Train. Lasciato tale corpo nel 1859, entrò successivamente nei Volunteers britannici.
La parte più significativa della sua carriera ebbe però luogo nel 1860, quando, in Gran Bretagna, si diffuse il movimento di sostegno alla spedizione di Giuseppe Garibaldi nell’Italia meridionale. Dowling fu, secondo una fonte militare britannica contemporanea, uno dei primi a offrire i propri servizi a Garibaldi. Raggiunta la Sicilia, grazie alla sua esperienza professionale di artigliere gli venne affidato il comando di una batteria.
Con l’arrivo dei volontari britannici, Dowling selezionò circa quaranta uomini e organizzò con essi una piccola unità autonoma d’artiglieria, passata alla storia come “Dowling’s Battery”. L’esistenza di questo reparto trova anche conferma nella documentazione garibaldina: uno studio accademico sulla British Legion cita una lettera del gennaio 1862 indirizzata a Garibaldi per conto dei quaranta uomini che avevano composto la batteria di Dowling.
La batteria partecipò alla campagna delle Due Sicilie, cioè alla fase decisiva dell’impresa garibaldina che portò alla conquista del Regno delle Due Sicilie e alla sua successiva unione con il Regno di Vittorio Emanuele II. Le fonti britanniche attribuiscono particolare rilievo al comportamento personale di Dowling durante questa campagna.
È soprattutto significativa la testimonianza riportata in England’s Artillerymen, opera ottocentesca dedicata alla storia della Royal Artillery. La fonte descrive la condotta di Dowling durante la campagna delle Due Sicilie come nobile, valorosa e pienamente militare, affermando che essa gli procurò “the esteem of Garibaldi” e “the admiration of Victor Emmanuel” — vale a dire la stima di Giuseppe Garibaldi e l’ammirazione di Vittorio Emanuele II.
Il riconoscimento non rimase soltanto personale. Dopo la campagna Dowling fu infatti nominato colonnello nell’esercito italiano. La stessa fonte sottolinea un particolare eccezionale: egli sarebbe stato l’unico straniero tra i volontari di Garibaldi ad essere ufficialmente incorporato nell’esercito italiano.
Per questa nostra sciabola di presentazione a lui appartenuta, questo è probabilmente il punto storico più forte: Dowling non fu semplicemente uno dei numerosi volontari britannici accorsi in aiuto di Garibaldi, ma un artigliere professionista al quale venne affidato un proprio reparto, distintosi nella campagna al punto da ottenere la stima personale di Garibaldi, l’ammirazione di Vittorio Emanuele II e infine il grado di colonnello nell’esercito italiano.
La parte più significativa della sua carriera ebbe però luogo nel 1860, quando, in Gran Bretagna, si diffuse il movimento di sostegno alla spedizione di Giuseppe Garibaldi nell’Italia meridionale. Dowling fu, secondo una fonte militare britannica contemporanea, uno dei primi a offrire i propri servizi a Garibaldi. Raggiunta la Sicilia, grazie alla sua esperienza professionale di artigliere gli venne affidato il comando di una batteria.
Con l’arrivo dei volontari britannici, Dowling selezionò circa quaranta uomini e organizzò con essi una piccola unità autonoma d’artiglieria, passata alla storia come “Dowling’s Battery”. L’esistenza di questo reparto trova anche conferma nella documentazione garibaldina: uno studio accademico sulla British Legion cita una lettera del gennaio 1862 indirizzata a Garibaldi per conto dei quaranta uomini che avevano composto la batteria di Dowling.
La batteria partecipò alla campagna delle Due Sicilie, cioè alla fase decisiva dell’impresa garibaldina che portò alla conquista del Regno delle Due Sicilie e alla sua successiva unione con il Regno di Vittorio Emanuele II. Le fonti britanniche attribuiscono particolare rilievo al comportamento personale di Dowling durante questa campagna.
È soprattutto significativa la testimonianza riportata in England’s Artillerymen, opera ottocentesca dedicata alla storia della Royal Artillery. La fonte descrive la condotta di Dowling durante la campagna delle Due Sicilie come nobile, valorosa e pienamente militare, affermando che essa gli procurò “the esteem of Garibaldi” e “the admiration of Victor Emmanuel” — vale a dire la stima di Giuseppe Garibaldi e l’ammirazione di Vittorio Emanuele II.
Il riconoscimento non rimase soltanto personale. Dopo la campagna Dowling fu infatti nominato colonnello nell’esercito italiano. La stessa fonte sottolinea un particolare eccezionale: egli sarebbe stato l’unico straniero tra i volontari di Garibaldi ad essere ufficialmente incorporato nell’esercito italiano.
Per questa nostra sciabola di presentazione a lui appartenuta, questo è probabilmente il punto storico più forte: Dowling non fu semplicemente uno dei numerosi volontari britannici accorsi in aiuto di Garibaldi, ma un artigliere professionista al quale venne affidato un proprio reparto, distintosi nella campagna al punto da ottenere la stima personale di Garibaldi, l’ammirazione di Vittorio Emanuele II e infine il grado di colonnello nell’esercito italiano.
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