Asta 57
Asta 57
26-03-2016
Lotto 392
Importante ed elegante kris appartenuto ad un sultano di Madura
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Provenienza
Madura
Datazione
1900 circa
Dimensioni
lunghezza 41,2 cm.
Conservazione
buone
Rara lama dritta e simmetrica, a due fili, con rinforzo centrale a bacchetta, in argento nella prima parte, finemente incisa a motivi floreali e recante una stella a sei punte, in seguito in pamor. Mendak con tre giri di pietre con taglio a brillante, il più ampio da diciotto, gli altri da dieci e dodici pietre (tutte presenti). Selut in lamina metallica liscia di colore rosso, molto probabilmente in oro. Impugnatura in avorio intagliata a motivi floreali. Bel fodero con wrangka in legno finemente intagliato; recante in rilievo nella faccia anteriore un ordine cavalleresco con croce biforcuta, sormontata dalla corona olandese, e con un fiocco in basso, la croce è tenuta da un drago e un pegaso (simboli della città di Sumenep e del Sultanato); nella faccia posteriore un monogramma, sempre sormontato dalla corona olandese, e circondato da un trofeo d'armi e cannoni, ("W" probabilmente per Guglielmo III o Guglielmina dei Paesi Bassi); il bordo intagliato a foglie. Raro Pendok in lamina d'oro di colore giallo, munito alle estremità di fregi (piccole mancanze) in lamina di colore più scuro, sempre in oro, traforati e incisi a motivi floreali, il puntale munito di una piccola vela.
Questo kris venne acquistato da un uomo d'affari europeo (insieme con il lotto 393) a Surebaya o a Madura presso un creditore, questi dichiarava che i due pugnali fossero appartenuti "al Sultano di Madoera", circa quindici anni prima.
<br>In seguito all'acquisizione l'uomo d'affari fece stimare il kris (sempre a Madura o a Surabaya), dalla stima risultò che la lamina del pendok è in oro a 18 carati, le decorazioni di colore più scuro sul Pendok (e probabilmente il Selut) sono in oro a 14 carati, la parte iniziale della lama è in argento massiccio, l'impugnatura è d'avorio, i tre giri di pietre al Mendak sono diamanti. La stima confermò anche che il kriss era sicuramente appartenuto al sultano, sia per la qualità che per gli emblemi. Il pugnale venne mostrato anche ad altri collezionisti che confermarono la stima.
<br>Il kris, la sua acquisizione e la stima vengono descritti dettagliatamente in una lettera degli anni '20, inviata ai famigliari per aggiornarli sulla situazione del viaggio. Copia della lettera (in lingua italiana) può essere fatta visionare su richiesta.
<br>Nella "Carte des pavillons, en usage chez les differerents peuples des Indes-Orientales Neerlandaises", commissionata dal ministero degli affari esteri olandesi e datata 1865 si possono trovare raffigurate anche quattro bandiere di Madura (che all'epoca era colonia olandese), indicate come "MADOERA Sultan", la prima mostra le armi del Sultano della città di Sumenep (con uno scudo araldico, sormontato dalla corona olandese e tenuto da un drago è un pegaso, e un fiocco in basso), con attributi del tutto simili a quelli presenti sul kris, che però reca l'ordine al posto dello scudo.
<br>Sul retro è presente il monogramma "W" per Guglielmo III o per Guglielmina dei Paesi Bassi, che colloca il Kris fra la seconda metà del XIX secolo e l'inizio del XX. Un magnifico pugnale degno di un sovrano e di grande interesse storico.
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<br>Questo e gli altri oggetti della presente collezione sono stati raccolti da un uomo d'affari europeo durante un suo viaggio in India, nelle Indie Olandesi fino a Batavia (Giava) e in estremo oriente, all'inizio degli anni venti (1921-1922). Esaminando la documentazione fornita dagli eredi è stato possibile ricostruire parte dell'itinerario e le relative tappe, fra le quali (indicativamente nell'ordine in cui sono state percorse): Batavia (Giacarta) e Surabaya, Madura, Sumatra, Singapore, Penang, Rangoon, Calcutta, Bombay e probabilmente anche Colombo (Ceylon) Shanghai e Hongkong. Tutti i pezzi presentati sono sempre rimasti di proprietà della famiglia e per la prima volta, dopo quasi un secolo, vengono presentati al pubblico e offerti all'asta.
<br>In seguito all'acquisizione l'uomo d'affari fece stimare il kris (sempre a Madura o a Surabaya), dalla stima risultò che la lamina del pendok è in oro a 18 carati, le decorazioni di colore più scuro sul Pendok (e probabilmente il Selut) sono in oro a 14 carati, la parte iniziale della lama è in argento massiccio, l'impugnatura è d'avorio, i tre giri di pietre al Mendak sono diamanti. La stima confermò anche che il kriss era sicuramente appartenuto al sultano, sia per la qualità che per gli emblemi. Il pugnale venne mostrato anche ad altri collezionisti che confermarono la stima.
<br>Il kris, la sua acquisizione e la stima vengono descritti dettagliatamente in una lettera degli anni '20, inviata ai famigliari per aggiornarli sulla situazione del viaggio. Copia della lettera (in lingua italiana) può essere fatta visionare su richiesta.
<br>Nella "Carte des pavillons, en usage chez les differerents peuples des Indes-Orientales Neerlandaises", commissionata dal ministero degli affari esteri olandesi e datata 1865 si possono trovare raffigurate anche quattro bandiere di Madura (che all'epoca era colonia olandese), indicate come "MADOERA Sultan", la prima mostra le armi del Sultano della città di Sumenep (con uno scudo araldico, sormontato dalla corona olandese e tenuto da un drago è un pegaso, e un fiocco in basso), con attributi del tutto simili a quelli presenti sul kris, che però reca l'ordine al posto dello scudo.
<br>Sul retro è presente il monogramma "W" per Guglielmo III o per Guglielmina dei Paesi Bassi, che colloca il Kris fra la seconda metà del XIX secolo e l'inizio del XX. Un magnifico pugnale degno di un sovrano e di grande interesse storico.
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<br>Questo e gli altri oggetti della presente collezione sono stati raccolti da un uomo d'affari europeo durante un suo viaggio in India, nelle Indie Olandesi fino a Batavia (Giava) e in estremo oriente, all'inizio degli anni venti (1921-1922). Esaminando la documentazione fornita dagli eredi è stato possibile ricostruire parte dell'itinerario e le relative tappe, fra le quali (indicativamente nell'ordine in cui sono state percorse): Batavia (Giacarta) e Surabaya, Madura, Sumatra, Singapore, Penang, Rangoon, Calcutta, Bombay e probabilmente anche Colombo (Ceylon) Shanghai e Hongkong. Tutti i pezzi presentati sono sempre rimasti di proprietà della famiglia e per la prima volta, dopo quasi un secolo, vengono presentati al pubblico e offerti all'asta.
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