Asta 53

Auction 53

19-09-2015

Lotto 1025

Eccezionale spadino in oro e brillanti donato al Cardinale Ruffo di Calabria

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Provenienza

Napoli

Datazione

primo quarto del XIX Sec.

Dimensioni

lunghezza 104 cm.

Conservazione

molto buone

Lama dritta a due fili, costolata in mezzeria, recante al forte uno sguscio dorato e marcato con l'iscrizione "EN TOLEDO" su entrambe le facce, ai fianchi dello sguscio piccole incisioni dorate a volute e trofei su fondo con resti di brunitura. Straordinario fornimento in oro; coccia di forma quasi circolare, piatta, finemente lavorata a intaglio e traforo a cornici concentriche di foglie, al centro un giro di brillanti (due mancanti nella parte superiore), il bordo festonato; in oro traforato e intagliato anche elso, guardia, impugnatura e pomo. L'elso con brillanti su entrambi i lati, la guardia con una fila di brillanti su entrambe le estremità (una pietra mancante) e uno più grande al centro, arricchiti da brillanti anche impugnatura e pomo. Elegante fodero in legno rivestito di pelle di pesce chiara (lievi difetti e mancanze), con puntale in oro, fascetta in oro con campanella, anche la cappa dotata di campanella, incisa con lo scudo bornonico a tre gigli su una faccia, coronato circondato da raggi, sull'altra faccia lo stemma del Cardinal Ruffo di Calabria.
Fabrizio Dionigi Ruffo dei duchi di Bagnara e Baranello (1744-1827) fu il fondatore e comandante (con il titolo di Comandante Generale) dell'esercito Sanfedista (Armata Cristiana e Reale della Santa Fede in Nostro Signore Gesù Cristo) di venticinquemila uomini che condusse alla riconquista di Napoli nel 1799 contro i giacobini. In seguito alla conquista di Napoli da parte delle truppe napoleoniche si ricongiunse a Ferdinando IV a Palermo, che lo nominò suo ambasciatore a Parigi presso la corte napoleonica. In seguito fu gran priore dell'Ordine di Malta per lo Stato Pontificio (1817); durante i moti carbonari venne nominato dal re di Napoli quale membro del consiglio del governo provvisorio e rimase poi consigliere del sovrano anche dopo la restaurazione del pieno potere borbonico; nel 1823 prese parte al conclave che elesse Leone XII. La stupenda spada da noi presentata deve sicuramente trattarsi di un dono offerto al cardinale da Ferdinando IV per i ripetuti meriti e la stima del re nei confronti del suo consigliere.

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