Asta 47
Asta 47
20-09-2014
Lotto 250
Importante armadio della corte ottomana a decori orientali - dono del sultano Abdul Hamid II
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Provenienza
Turchia
Datazione
1900 circa
Dimensioni
dimensioni 130 x 236 x 43.5 cm.
Conservazione
ottime
L\'elemento centrale lavorato ad effigiare una torre sormontata da una merlatura a gigli; recante nella parte superiore, un medaglione convesso intarsiato in argento e madreperla in tecnica filigrana raffigurante lo stemma dell\'Impero Ottomano, sotto a questo un intaglio dorato ad effigiare l\'interno di una cupola, sormontante un cartiglio in madreperla con il primo verso della quarantottesima Sura \"La Vittoria\" - \"In verità ti abbiamo concesso una vittoria evidente\" e la data \"1319\" (del Calendario Islamico). Nel mezzo, sempre al centro, un grande sportello rettangolare decorato con tarsie in madreperla e avorio a motivi geometrici attorniate da una cornice intagliata a motivi floreali e parzialmente dorata; più in basso due cassetti, alla base due pilastrini intarsiati in filigrana raccordati da un arco doppio che formano una loggia, la parete di fondo con una rosetta in madreperla ed avorio. Ai lati dell\'elemento centrale due minareti che ospitano al culmine una cupola ciascuno, munita di puntale piano lavorato a traforo e dorato; sotto ad ogni cupola una loggia riccamente decorata e arricchita da ringhiere intagliate e traforate. Scendendo all\'altezza degli cassetti centrali si trovano due sportelli quadrati che recano in \"coufique géométrique\" intarsiato in madreperla ed avorio il testo \"L\'aiuto di Allah e una rapida vittoria. Danne [o Muhammad] la lieta novella ai credenti.\". Anche la base dei due componenti laterali con archi e colonne a formare un unico loggiato. Le maniglie, le colonne ed le cupole sono intarsiate in filigrana d\'argento. Gli elementi lignei sono in legno di rosa, palissandro e legno dipinto di verde. Restauri.
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<br>Bellissimo oggetto d\'arte con lavori di intarsio ed ebanisteria di alta qualità.
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<br>Bellissimo oggetto d\'arte con lavori di intarsio ed ebanisteria di alta qualità.
Provenienza: Collezione del Sultano Abdul Hamid II (1876-1908). Istanbul, datato 1319 (Calendario Islamico) o 20 aprile 1901 - 9 aprile 1902 (Calendario Gregoriano).
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<br>Secondo la tradizione di famiglia dell\'attuale proprietario venne regalato dal Sultano Abdul Hamid II ad un suo antenato.
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<br>Il sultano Abdul Hamid II ebbe per tutta la vita una passione per l\'ebanisteria ed era considerato un eccellente allievo durante la sua gioventù. Non meraviglia quindi che fu istallato nel suo nuovo palazzo di Yildiz un atelier per l\'ebanisteria con sessanta artigiani. Qui furono costruiti una parte degli arredi del palazzo imperiale. Altri mobili ed oggetti necessari venivano ordinati o acquistati sia da manifatture occidentali che da produttori ottomani di Galata, Pera e Nisantasi, con noti ebanisti come Narliyan, Psalty, Hakki Utsa, Mora Biraderler e Refic Bey.
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<br>A partire dal 1877/78 il Sultano inserì la menzione \"el-Gazi\" (la Vittoria) nella sua tugra e su diversi altri simboli personali e imperiali. Le iscrizioni presenti sul mobile rispondono perfettamente a questa sua usanza.
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<br>Questo mobile è un bell\'esemplare di Orientalismo Ottomano in perfetto stile di corte, nel periodo tardo del sultanato.
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<br>Secondo la tradizione di famiglia dell\'attuale proprietario venne regalato dal Sultano Abdul Hamid II ad un suo antenato.
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<br>Il sultano Abdul Hamid II ebbe per tutta la vita una passione per l\'ebanisteria ed era considerato un eccellente allievo durante la sua gioventù. Non meraviglia quindi che fu istallato nel suo nuovo palazzo di Yildiz un atelier per l\'ebanisteria con sessanta artigiani. Qui furono costruiti una parte degli arredi del palazzo imperiale. Altri mobili ed oggetti necessari venivano ordinati o acquistati sia da manifatture occidentali che da produttori ottomani di Galata, Pera e Nisantasi, con noti ebanisti come Narliyan, Psalty, Hakki Utsa, Mora Biraderler e Refic Bey.
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<br>A partire dal 1877/78 il Sultano inserì la menzione \"el-Gazi\" (la Vittoria) nella sua tugra e su diversi altri simboli personali e imperiali. Le iscrizioni presenti sul mobile rispondono perfettamente a questa sua usanza.
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<br>Questo mobile è un bell\'esemplare di Orientalismo Ottomano in perfetto stile di corte, nel periodo tardo del sultanato.
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