Asta 43
Asta 43 Armi Antiche
16-17-11-2013
Lotto 1400
Archibugio a miccia con stemma nobiliare
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Provenienza
Brescia
Datazione
ultimo quarto del XVI Sec.
Dimensioni
lunghezza 141.5 cm.
Conservazione
buone
Pesante canna quadra rastremata (calibro 17 mm), mirino a foglia trilobata e traguardo di mira tubulare scolpito con profilo di uomo barbuto. Punzone tondo non conosciuto sul lato sinistro della culatta, nella parte superiore è inciso uno stemma nobiliare coronato; scodellino dotato di parascintille a parete unito alla canna, copriscodellino decorato con profilo di uomo d’arme scolpito a bassorilievo e dotato di manubrio a balaustro. Serpentina con draghetto e miccia originali, comandata da un grilletto di sezione esagonale terminante in una piccola sfera della stessa sezione. Cassa in legno di frutto di sezione esagonale irregolare curvata verso il basso; la sbacchettatura, chiusa nel primo tratto, è aperta per circa ¾ della lunghezza. Bacchetta con terminale di ferro troncoconico filettato cui è avvitato uno strumentino raschiatore, munito di un punzone non conosciuto.
In collezioni pubbliche e private sono presenti oltre dieci archibugi uguali al presente in sei dei quali il copriscodellino è decorato con lo stesso profilo di uomo d’arme: due al Museo d’Artiglieria di Torino (M1 e M4), tre nella collezione Bolognini del Castello Visconteo di Sant’Angelo Lodigiano (325, 326 e 329) e uno nella collezione Albicini del museo di Forlì (n. 1). Il punzone nello strumentino raschiatore della bacchetta è lo stesso di uno della collezione Bolognini di S. Angelo Lodigiano.
<br>Questi archibugi provengono dall’Armeria del Conte Ambrogio Maria Martiniano Uboldo di Milano, saccheggiata dagli insorti il 18/19 marzo 1848 durante le “5 giornate” (Diana Armi, marzo 1970, pag. 14-21). Il Conte Uboldo aveva acquistato questi archibugi da un castello lombardo (Gaibi 1978).
<br>Questi archibugi provengono dall’Armeria del Conte Ambrogio Maria Martiniano Uboldo di Milano, saccheggiata dagli insorti il 18/19 marzo 1848 durante le “5 giornate” (Diana Armi, marzo 1970, pag. 14-21). Il Conte Uboldo aveva acquistato questi archibugi da un castello lombardo (Gaibi 1978).
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