Asta 26
Asta 26
24, 25 ottobre 2009
Lotto 1631
Importante khula-khud appartenuto a Ahmet Pasha/Comte de Bonneval
Clicca la foto per ingrandire
Provenienza
Turchia
Datazione
XVII Sec.
Dimensioni
altezza 51 cm.
Conservazione
buone
Coppo emisferico in ferro con ampio bordo delimitato da un anellatura in bassorilievo, la sommità sormontata da un tronco di cono munito di piccola cuspide faccettata; la parte frontale con protezione nasale scorrevole recante estremità a lancette e un cartiglio in rilievo; bel camaglio a piccoli anelli parzialmente chiusi, l\'estremità a frange triangolari con resti di decorazioni tessili; la superficie del coppo e il nasale recanti decorazioni in oro e numerosi cartigli con iscrizioni in arabo.
Elmo di tipologia estremamente rara, risalente all\'epoca della transizione dall\'elmo a turbante al khula-khud classico, portato fino alla fine del XIX Secolo.
<br>
<br>
<br>
<br>
<br>
<br>Claude Alexandre de Bonneval, avventuriero francese nato nel 1675, proveniva da una nobile famiglia del Limosino. All’età di tredici anni entrò nella regia marina francese. Successivamente, a distanza di tre anni, si trasferì nell’esercito di terra; da qui scalò velocemente la vetta arrivando ad avere il comando di un reggimento intero. Combattè nelle campagne d’Italia sotto il comando di Cainat, Villeroy e Vendome; nei Paesi Bassi lavorò per il maresciallo Luxemburg, accanto al quale mostrò il suo coraggio e il suo talento.
<br>
<br>
<br>Il suo comportamento insolente verso il Ministro della guerra Michel de Chamillard lo portò davanti alla corte marziale nel 1704 che lo condannò a morte; riuscì comunque a salvarsi scappando in Germania.
<br>
<br>
<br>Grazie all’influenza del Principe Eugenio di Savoia ottenne, come generale, il comando dell’esercito austriaco, combattendo la Guerra di Successione Spagnola contro la Francia e contro la Turchia dopo, distinguendosi per le sue capacità e per il suo coraggio.
<br>
<br>
<br>Partecipò alla Battaglia di Malplaquet dell’11 settembre 1709 il 5 agosto del 1716 rimase ferito durante la Battaglia di Petervaradino.
<br>
<br>
<br>Il processo contro di lui in Francia venne dimenticato, potè fare ritorno in patria e sposare la figlia del maresciallo de Biron, nel 1717.
<br>
<br>
<br>Tornò in Austria dopo un breve periodo, per combattere contro l’assedio di Belgrado. Aveva raggiunto una posizione molto importante e fu allora che i suoi rapporti con il Principe Eugenio di Savoia si guastarono.
<br>
<br>
<br>Il Principe lo mandò nei Paesi Bassi come comandante d’artiglieria; qui, sempre per il suo comportamento sfacciato, litigò con il marchese di Priero, un nobile italiano originario della Savoia; questi lo imprigionò e lo portò davanti alla corte marziale.
<br>
<br>
<br>Anche questa volta fu condannato a morte, ma l’Imperatore mutò la pena in un anno di carcere, cui sarebbe seguito l’esilio.
<br>
<br>
<br>Portato a Vienna e privato dei suoi beni, venne imprigionato a Venezia.
<br>
<br>
<br>Deluso e amareggiato dal comportamento dell’Imperatore e della corte marziale, per vendicarsi prestò servizio al Sultano Ahmed III.
<br>
<br>
<br>Si convertì all’Islam e prese il nome di Humbaracht Ahmet Pascià. Gli venne dato l’incarico di restaurare e potenziare l’artiglieria turca, operazione che compì con successo.
<br>
<br>
<br>Nel 1739, come comandante dell’armata turca nei Balcani, affrontò l’esercito austriaco guidato da George Olivier Wallis presso Grocka, sconfiggendolo.
<br>
<br>
<br>Questa vittoria da parte dei turchi portò l’Austria al Trattato di pace di Belgrado del 18 settembre 1739; con questo, l’Impero Ottomano ottenne quasi tutti i territori dei Balcani appartenuti al Principe Eugenio di Savoia.
<br>
<br>
<br>Claude Alexandre de Bonneval prestò servizio nell’esercito turco in Russia; come riconoscimento dei suoi servigi ottenne il potere di governare l’isola di Chio.
<br>
<br>
<br>A causa dei sospetti pervenuti al Governo Ottomano, venne esiliato per qualche tempo sulle coste del Mar Nero.
<br>
<br>
<br>Pensò allora ad un suo ritorno in Europa, ma nel 1743 la morte ebbe il sopravvento.
<br>
<br>
<br>
<br>
<br>
<br>Claude Alexandre de Bonneval, avventuriero francese nato nel 1675, proveniva da una nobile famiglia del Limosino. All’età di tredici anni entrò nella regia marina francese. Successivamente, a distanza di tre anni, si trasferì nell’esercito di terra; da qui scalò velocemente la vetta arrivando ad avere il comando di un reggimento intero. Combattè nelle campagne d’Italia sotto il comando di Cainat, Villeroy e Vendome; nei Paesi Bassi lavorò per il maresciallo Luxemburg, accanto al quale mostrò il suo coraggio e il suo talento.
<br>
<br>
<br>Il suo comportamento insolente verso il Ministro della guerra Michel de Chamillard lo portò davanti alla corte marziale nel 1704 che lo condannò a morte; riuscì comunque a salvarsi scappando in Germania.
<br>
<br>
<br>Grazie all’influenza del Principe Eugenio di Savoia ottenne, come generale, il comando dell’esercito austriaco, combattendo la Guerra di Successione Spagnola contro la Francia e contro la Turchia dopo, distinguendosi per le sue capacità e per il suo coraggio.
<br>
<br>
<br>Partecipò alla Battaglia di Malplaquet dell’11 settembre 1709 il 5 agosto del 1716 rimase ferito durante la Battaglia di Petervaradino.
<br>
<br>
<br>Il processo contro di lui in Francia venne dimenticato, potè fare ritorno in patria e sposare la figlia del maresciallo de Biron, nel 1717.
<br>
<br>
<br>Tornò in Austria dopo un breve periodo, per combattere contro l’assedio di Belgrado. Aveva raggiunto una posizione molto importante e fu allora che i suoi rapporti con il Principe Eugenio di Savoia si guastarono.
<br>
<br>
<br>Il Principe lo mandò nei Paesi Bassi come comandante d’artiglieria; qui, sempre per il suo comportamento sfacciato, litigò con il marchese di Priero, un nobile italiano originario della Savoia; questi lo imprigionò e lo portò davanti alla corte marziale.
<br>
<br>
<br>Anche questa volta fu condannato a morte, ma l’Imperatore mutò la pena in un anno di carcere, cui sarebbe seguito l’esilio.
<br>
<br>
<br>Portato a Vienna e privato dei suoi beni, venne imprigionato a Venezia.
<br>
<br>
<br>Deluso e amareggiato dal comportamento dell’Imperatore e della corte marziale, per vendicarsi prestò servizio al Sultano Ahmed III.
<br>
<br>
<br>Si convertì all’Islam e prese il nome di Humbaracht Ahmet Pascià. Gli venne dato l’incarico di restaurare e potenziare l’artiglieria turca, operazione che compì con successo.
<br>
<br>
<br>Nel 1739, come comandante dell’armata turca nei Balcani, affrontò l’esercito austriaco guidato da George Olivier Wallis presso Grocka, sconfiggendolo.
<br>
<br>
<br>Questa vittoria da parte dei turchi portò l’Austria al Trattato di pace di Belgrado del 18 settembre 1739; con questo, l’Impero Ottomano ottenne quasi tutti i territori dei Balcani appartenuti al Principe Eugenio di Savoia.
<br>
<br>
<br>Claude Alexandre de Bonneval prestò servizio nell’esercito turco in Russia; come riconoscimento dei suoi servigi ottenne il potere di governare l’isola di Chio.
<br>
<br>
<br>A causa dei sospetti pervenuti al Governo Ottomano, venne esiliato per qualche tempo sulle coste del Mar Nero.
<br>
<br>
<br>Pensò allora ad un suo ritorno in Europa, ma nel 1743 la morte ebbe il sopravvento.
- Tutti i lotti sono visionabili prima dell'asta. Si raccomanda un esame diretto e accurato, eventualmente con il supporto di un esperto.
- Le informazioni relative ad autenticità, attribuzione, provenienza, stato di conservazione e qualità sono fornite a titolo indicativo e rappresentano opinioni dei nostri esperti.
- L'assenza di indicazioni sulle condizioni non implica che il lotto sia privo di difetti, restauri o imperfezioni.
- Le immagini sono puramente indicative; colori e dettagli possono variare a causa di illuminazione, schermi o stampa.
- Dopo l'aggiudicazione non saranno accettati reclami relativi a condizioni, descrizioni, errori o omissioni del catalogo.
- Il pagamento deve essere effettuato dall'intestatario della fattura, che non potrà essere modificata dopo l'asta.
- Per spedizioni fuori dall'Italia può essere necessario un permesso di esportazione, con tempi di rilascio fino a sei settimane dal pagamento.
- L'acquirente è responsabile della verifica delle norme di importazione del proprio Paese e di eventuali costi, documenti, ritardi o rifiuti doganali.
- La partecipazione all'asta implica l'accettazione integrale dei termini e delle condizioni di vendita.