Asta 163
A 163 - Importanti Armi Antiche, Armature, Ordini & Militaria
24, 25 Settembre
Lotto 368
Mezza armatura per il "Gioco del Ponte"
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Starting bid: 4500 €
Offerta massima:
Provenienza
Italia
Datazione
XVII Secolo
Dimensioni
altezza 76 cm.
Conservazione
medie
Composta da elmo da cavallo seicentesco con coppo in due metà ribadite e tipica visiera a gabbia (coeva ma non pertinente); le lame di guardacollo mancanti. Goletta liscia. Resti di spallacci con bordi tocchi a fingere il tortiglione, prive di lame superiori. Petto e schiena pertinenti. Il tutto decorato con resti di biacca e vernice rossa, il petto caricato di una croce con bracci biforcati dell'ordine di Santo Stefano. Supporto ligneo incluso.
Il Gioco del Ponte di Pisa è un’antica tradizione cittadina di carattere marziale, derivata dal più remoto Mazzascudo, esercizio collettivo nel quale i combattenti si affrontavano armati di mazze e scudi. In età moderna la sfida si stabilì sul Ponte di Mezzo, contrapponendo le due Parti della città divise dall’Arno, Tramontana a nord e Mezzogiorno a sud. Le due fazioni erano articolate in diverse squadre o Magistrature, ciascuna contraddistinta da propri colori, insegne, motti e simboli. I combattenti si affrontavano utilizzando il caratteristico targone robusto scudo ligneo impiegato tanto per la difesa quanto per la spinta dell’avversario. Il Gioco conobbe particolare fortuna tra il XVI e il XVIII secolo, divenendo una delle più celebri manifestazioni pubbliche pisane. Interrotto nel XIX secolo, fu solennemente ripristinato nel 1935 e nuovamente nel 1982. Ancora oggi il corteo storico, tradizionalmente detto “Mostra delle Armi", rievoca con costumi, insegne e armamenti l’apparato militare e cerimoniale dell’antico Gioco. Senz'altro una delle più caratteristiche testimonianze dell’identità storica e della tradizioni marziale di Pisa.
Un insieme molto simile, ma senza spallacci, è esposto al Metropolitan Museum di New York, numero d’inventario 2012.134a, b.
Un insieme molto simile, ma senza spallacci, è esposto al Metropolitan Museum di New York, numero d’inventario 2012.134a, b.
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