Asta 161
A 161 Armi Antiche, Armature & Militaria
25/06/2026
Lotto 108
Maresciallo di Francia Alphonse Juin (1888 - 1967)
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Provenienza
Francia
Datazione
1960 circa
Dimensioni
lunghezza jacket 83 cm.
Conservazione
buone
Uniforme composta da kepi, giubba e pantaloni, da maresciallo di francia. Kepi confezionato con turbante e imperiale in tessuto verde, nella parte frontale sette stelle in metallo. Soggolo in tessuto decorato con fregi in canutiglia dorata, i bottoni in ottone dorato (mancanze). Visera rigida in cuoio cerato, il bordo in plastica. Bell'interno con alluda traforata in pelle, cuffia in tessuto ambrato, etichetta del fabbricante "A. BLANCHET / MAITRE - TAILLEUR / FONTANEBLEAU". Giubba realizzata in tessuto verde, ai lati due patte d’épaule in canutiglia dorata. Sulla manica destra il fregio cucito, in tessuto policromo, della 3ª Divisione di Fanteria Algerina francese, 3e DIA, detta anche “Division des Trois Croissants”, cioè Divisione dei Tre Crescenti. Sulla manica sinistra il distintivo cucito "RHIN ET DANUBE". Al petto cinque file di tre nastrini differenti, queste attribuzioni accessorie sono molto presumibilmente posteriori, non riconducibili con certezza al personaggio raffigurato e probabilmente aggiunte per conferire maggiore ricchezza decorativa all’uniforme; dalla parte opposta una toppa cucita da distintivo da paracadutista. Quattro grossi bottoni dorati, raffiguranti a rilievo due batons de marechal incrociati entro fronde di lauro. Su entrambe le maniche sette stelle in metallo, segue un orlo. All'interno etichetta del fabbricante "UGECO NANTES 1870 / ANTIMITE DEFINITIF". Pantaloni realizzati nel medesimo tessuto con due fasce in verde scuro ai lati.
Importante insieme di uniforme francese del secondo dopoguerra, composto da giacca verde kaki con sette stelle, bottoni dorati con due bastoni di maresciallo incrociati entro fronde di lauro, ricami dorati di alto grado applicati alle estremità delle spalle, distintivi cuciti e képi coordinato anch’esso a sette stelle, completo di etichetta interna del sarto “A. Blanchet, Maître-Tailleur, Fontainebleau”; all’interno della giacca compare inoltre il marchio “UGECO Nantes Antimite Définitif”, indice di confezione militare francese d’epoca, mentre l’insieme delle insegne e del grado rimanda con forza alla dignità di Maréchal de France, tradizionalmente identificata proprio dalle 7 stelle e dai bottoni ai bâtons croisés.
Alphonse Juin, nato a Bône il 16 dicembre 1888, figlio di gendarme, formato a Saint-Cyr, veterano del Marocco e della Prima guerra mondiale, dove fu gravemente ferito nel 1915 perdendo l’uso del braccio destro, è una delle figure più alte dell’esercito francese del XX secolo; divenuto generale dell’Armée d’Afrique, comandò nel 1939 la 15e division d’infanterie motorisée, coprì la ritirata di Dunkerque nel 1940, fu fatto prigioniero, liberato nel 1941 e richiamato a guidare le forze del Nord Africa, quindi si impose nel 1942-1943 in Tunisia e soprattutto nel 1944 al comando del Corps expéditionnaire français en Italie, dove il suo piano offensivo sul Garigliano aprì la strada verso Roma e Siena. Nel dopoguerra fu chef d’état-major général de la Défense nationale dal 1945 al 1947, résident général au Maroc dal 1947 al 1951, poi comandante terrestre interalleato del settore Centre-Europe dell’OTAN tra il 1951 e il 1956; fu elevato a Maréchal de France nel 1952, eletto nello stesso anno all’Académie française, ostile alla politica algerina di de Gaulle ma contrario al putsch dei generali, e morì il 27 gennaio 1967.
In questo quadro biografico, il riferimento del képi a Fontainebleau assume particolare rilievo, poiché le fonti storiche sul castello attestano che Juin vi installò il proprio stato maggiore durante il periodo del suo comando NATO, rendendo il binomio maresciallo più Fontainebleau un elemento di notevole coerenza attributiva. La giacca reca inoltre l’insigne di manica “Rhin et Danube”, posto correttamente sulla parte alta della manica sinistra e riconducibile alla 1re Armée française, insegna storica della campagna dal Reno al Danubio; questo elemento non identifica Juin in modo personale, poiché la campagna “Rhin et Danube” rinvia in primo luogo alla 1ª Armata di de Lattre, ma resta perfettamente compatibile con l’ambiente militare della Francia vincitrice del 1944-1945 cui Juin appartenne ai massimi livelli. Un ulteriore distintivo appare plausibilmente riferibile all’universo dell’Armée d’Afrique e si accorda bene con la biografia di Juin, indissolubilmente legata al Marocco, all’Algeria militare e alle truppe nordafricane del CEF; allo stesso tempo compare sul petto destro il brevetto militare da paracadutista, insegna effettivamente in uso nell’esercito francese dal 1º giugno 1946, dunque cronologicamente compatibile con l’epoca postbellica della giacca ma non direttamente caratteristica, allo stato delle fonti, della persona di Juin.
Alphonse Juin, nato a Bône il 16 dicembre 1888, figlio di gendarme, formato a Saint-Cyr, veterano del Marocco e della Prima guerra mondiale, dove fu gravemente ferito nel 1915 perdendo l’uso del braccio destro, è una delle figure più alte dell’esercito francese del XX secolo; divenuto generale dell’Armée d’Afrique, comandò nel 1939 la 15e division d’infanterie motorisée, coprì la ritirata di Dunkerque nel 1940, fu fatto prigioniero, liberato nel 1941 e richiamato a guidare le forze del Nord Africa, quindi si impose nel 1942-1943 in Tunisia e soprattutto nel 1944 al comando del Corps expéditionnaire français en Italie, dove il suo piano offensivo sul Garigliano aprì la strada verso Roma e Siena. Nel dopoguerra fu chef d’état-major général de la Défense nationale dal 1945 al 1947, résident général au Maroc dal 1947 al 1951, poi comandante terrestre interalleato del settore Centre-Europe dell’OTAN tra il 1951 e il 1956; fu elevato a Maréchal de France nel 1952, eletto nello stesso anno all’Académie française, ostile alla politica algerina di de Gaulle ma contrario al putsch dei generali, e morì il 27 gennaio 1967.
In questo quadro biografico, il riferimento del képi a Fontainebleau assume particolare rilievo, poiché le fonti storiche sul castello attestano che Juin vi installò il proprio stato maggiore durante il periodo del suo comando NATO, rendendo il binomio maresciallo più Fontainebleau un elemento di notevole coerenza attributiva. La giacca reca inoltre l’insigne di manica “Rhin et Danube”, posto correttamente sulla parte alta della manica sinistra e riconducibile alla 1re Armée française, insegna storica della campagna dal Reno al Danubio; questo elemento non identifica Juin in modo personale, poiché la campagna “Rhin et Danube” rinvia in primo luogo alla 1ª Armata di de Lattre, ma resta perfettamente compatibile con l’ambiente militare della Francia vincitrice del 1944-1945 cui Juin appartenne ai massimi livelli. Un ulteriore distintivo appare plausibilmente riferibile all’universo dell’Armée d’Afrique e si accorda bene con la biografia di Juin, indissolubilmente legata al Marocco, all’Algeria militare e alle truppe nordafricane del CEF; allo stesso tempo compare sul petto destro il brevetto militare da paracadutista, insegna effettivamente in uso nell’esercito francese dal 1º giugno 1946, dunque cronologicamente compatibile con l’epoca postbellica della giacca ma non direttamente caratteristica, allo stato delle fonti, della persona di Juin.
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