Asta 156
A 156 Armi Antiche, Armature & Militaria
11/12/2025
Lotto 447
Rarissima carabina di De Carluccio o Venditti
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Provenienza
Lancusi
Datazione
1880 circa
Dimensioni
lunghezza 120,7 cm.
Conservazione
buone
Canna liscia a due ordini, ottagonale nella prima metà, di sezione tonda nella seconda parte. In volata cal. 12,2 mm (circa 32 gauge?), dotata di mirino in ottone. Anima parzialmente pulita, qualche leggera incrostazione e forse un po' di pitting in volata. Castello in ottone, con due placche laterali in ferro. Inciso con fiorami sui fianchi e al dorso; recante, ripetuto ai due lati, alla base della canna un punzone sabaudo coronato. Sempre al dorso il traguardo svasato. Anche il codolo dorsale e quello inferiore con incisioni a racemi. Meccanica a ripetizione semplice con armamento a leva. Otturatore scorrevole in ferro, a percussione centrale. La meccanica funzionante, con qualche incertezza (talvolta il cane tende non rimanere armato quando l'otturatore viene richiuso, lo accompagna e si ferma al primo scatto). Leva in ferro recante forse lievi tracce di vecchia brunitura. Cane a due scatti, il primo con sicura al grilletto funzionante; il dorso con traforo. Calcio in noce con un piccolo tassello riattaccato, recante resti di zigrinatura al collo. Il serbatoio tubolare sotto alla canna e in parte integrato con essa, a mezza lunghezza. L'azione per lo scorrimento delle munizioni verso il castello ottenuta da una bacchetta in ferro caricata a molla (fiacca ma ancora funzionante. La sezione anteriore del serbatoio, a bacchetta completamente ritratta, può essere ruotata per ricaricare l'arma. Due occhielli sul lato inferiore dell'arma per la cinghia. Calciolo in ferro con qualche intaccatura. Qualche segno d'uso e del tempo e lieve "stanchezza" ad alcuni componenti meccanici, ma complessivamente in buon stato di conservazione. Il proprietario ha realizzato, usando le quote degli elementi interni dell’otturatore, un simulacro non funzionante di cartuccia, tornito da un blocco di ferro, per avere una ricostruzione verosimile di come doveva presentarsi la cartuccia completa.
Interessante arma di grande fascino e rarità; non essendo firmata è difficile attribuire con certezza la produzione del fucile a Venditti o a De Carluccio, in quanto entrambi operavano nella stessa zona, ed entrambi depositarono brevetti per armi simili. Venditti usava firmare spesso le proprie armi "Venditti a Lancusi".
Provenienza: Il proprietario riferisce che l’arma proviene da una famiglia residente da generazioni in un’area situata a circa 15 km da Lancusi. Secondo quanto tramandato, il pezzo fu donato a un membro della famiglia verso la fine dell’Ottocento o nei primi anni del Novecento e da allora è rimasto sempre di loro proprietà, conservato nella stessa zona.
Luca De Carluccio riceve, nel 1880, attestato di privativa industriale, a Napoli, per un: "Fucile a retrocarica con bacchetta regolatrice del movimento delle scariche e percussore centrale cilindrico". (C. De vita, 2002).
Pietro Venditti di Cerreto Sannia a Napoli, deposita, nel 1875 (con variazione nel 1877), attestato di privativa industriale per tre anni per un: "Nuovo sistema della pistola Venditti, ripetizione a ventisei colpi, con l'otturatore mobile ad ago, applicabile anche ai fucili con lo stesso meccanismo". (C. De Vita, 2002).
Per informazioni aggiuntive su Venditti (a Lancusi) si veda anche "Repertorio Storico degli Archibugiari Italiani" di B. Barbiroli, pagg.533-534; i brevetti per le armi di Venditti, depositati anche in Belgio, scadono nel 1880. Sullo stesso volume per De Carluccio (Chiaia, Salerno) a pag. 216.
Cfr: Vedi un esemplare fotografato e descritto in "W Come Winchester" di V. Brunelli, ed. Olimipa 1980, fortemente somigliante al nostro, a pag. 171, attribuito a "De Carlucci" (sic.), in calibro 12,3 mm. a canna liscia, datato al 1880, in collezione privata italiana. Un'altro che presenta minime differenze dal nostro (cane senza traforo, marcatura di Venditti) a pag. 170, anche questo liscio, datato al 1877 circa, in altra collezione privata italiana.
Vista la forte somiglianza con il fucile de Caluccio propendiamo maggiormente per l'ipotesi che sia un'arma di sua produzione, non possiamo però escludere del tutto la possibilità che sia prodotta da Venditti, in quanto le somiglianze fra i due modelli sono evidenti.
Provenienza: Il proprietario riferisce che l’arma proviene da una famiglia residente da generazioni in un’area situata a circa 15 km da Lancusi. Secondo quanto tramandato, il pezzo fu donato a un membro della famiglia verso la fine dell’Ottocento o nei primi anni del Novecento e da allora è rimasto sempre di loro proprietà, conservato nella stessa zona.
Luca De Carluccio riceve, nel 1880, attestato di privativa industriale, a Napoli, per un: "Fucile a retrocarica con bacchetta regolatrice del movimento delle scariche e percussore centrale cilindrico". (C. De vita, 2002).
Pietro Venditti di Cerreto Sannia a Napoli, deposita, nel 1875 (con variazione nel 1877), attestato di privativa industriale per tre anni per un: "Nuovo sistema della pistola Venditti, ripetizione a ventisei colpi, con l'otturatore mobile ad ago, applicabile anche ai fucili con lo stesso meccanismo". (C. De Vita, 2002).
Per informazioni aggiuntive su Venditti (a Lancusi) si veda anche "Repertorio Storico degli Archibugiari Italiani" di B. Barbiroli, pagg.533-534; i brevetti per le armi di Venditti, depositati anche in Belgio, scadono nel 1880. Sullo stesso volume per De Carluccio (Chiaia, Salerno) a pag. 216.
Cfr: Vedi un esemplare fotografato e descritto in "W Come Winchester" di V. Brunelli, ed. Olimipa 1980, fortemente somigliante al nostro, a pag. 171, attribuito a "De Carlucci" (sic.), in calibro 12,3 mm. a canna liscia, datato al 1880, in collezione privata italiana. Un'altro che presenta minime differenze dal nostro (cane senza traforo, marcatura di Venditti) a pag. 170, anche questo liscio, datato al 1877 circa, in altra collezione privata italiana.
Vista la forte somiglianza con il fucile de Caluccio propendiamo maggiormente per l'ipotesi che sia un'arma di sua produzione, non possiamo però escludere del tutto la possibilità che sia prodotta da Venditti, in quanto le somiglianze fra i due modelli sono evidenti.
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