Asta 156
A 156 Armi Antiche, Armature & Militaria
11/12/2025
Lotto 506
Importante fucile di ricompensa donato dal re di Francia Luigi XVIII con brevetto reale
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Provenienza
Parigi
Datazione
1817
Dimensioni
lunghezza 142.5 cm.
Conservazione
molto buone
Modello uguale a quello della Guardia. Canna liscia tonda con base ottagonale marcata "DT", datata "1817" e con due altri punzoni poco leggibili, mirino sul bocchino, attacco per la baionetta, cal. 17 mm; codetta liscia; batteria firmata "Manuf. Royale de Versailles", munito di punzone "G" sotto stella e con scodellino in ottone. Meccanica funzionante a due scatti. Cassa intera in legno con resti di un timbro sulla parte della contropiastra. Alcuni fornimenti in argento marcati "H". Sul dorso scudetto ovale in argento con stemma reale (a tre gigli sormontati dalla corona reale) con motto "VIVE LE ROI". Sulla guancia destra placca in argento a forma di scudetto recante la iscrizione "Donne par le ROI au Sr. Drevo Julien". Bacchetta in ferro. Il fucile è accompagnato dal brevetto reale che attesta l’attribuzione a Drevo, firmato da re Luigi XVIII e dal Ministro della Guerra in data 11 luglio 1817. Il documento reca stemma reale e timbro in carta, presentato in cornice e sotto vetro.
Questi fucili di ricompensa furono donati dal re di Francia Luigi XVIII ai patrioti antirivoluzionari delle regioni della Vandea e del Midi, in segno di riconoscenza per la loro fedeltà alla monarchia borbonica durante e dopo le guerre civili della Rivoluzione francese.
La Restaurazione (1814–1830) vide il sovrano premiare con armi d’onore e brevetti reali coloro che avevano sostenuto la causa reale contro i giacobini e l’Impero napoleonico.
Questi esemplari, di buona manifattura e spesso provenienti dalle officine reali di Versailles, erano personalizzati con stemmi e iscrizioni dedicatorie, e solo raramente sono ancora accompagnati dal brevetto reale originale, come nel presente caso.
La Restaurazione (1814–1830) vide il sovrano premiare con armi d’onore e brevetti reali coloro che avevano sostenuto la causa reale contro i giacobini e l’Impero napoleonico.
Questi esemplari, di buona manifattura e spesso provenienti dalle officine reali di Versailles, erano personalizzati con stemmi e iscrizioni dedicatorie, e solo raramente sono ancora accompagnati dal brevetto reale originale, come nel presente caso.
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