Asta 154

A 154 Armi Antiche, Armature & Militaria

17/09/2025

Lotto 71

Lama dello Stocco Benedetto destinato da papa Innocenzo X a Giovanni II Casimiro Vasa

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Provenienza

Stato Pontificio

Datazione

1650 - 1651

Dimensioni

lunghezza 156 cm.

Conservazione

buone

A due fili quasi paralleli. Di sezione lenticolare con un breve segmento sgusciato al forte. Riccamente incisa su entrambe le facce. Alla base recante l'emblema nobiliare di Giovanni Battista Pamphilj (Papa Innocenzo X) sormontato dal triregno con le chiavi decussate, simbolo pontificale. All'interno dello sguscio l'iscrizione "INNOCENTIO X PON. MAX. P. SVI. ANNO V" su fondo puntinato. I fregi circondati da rami d'ulivo. Il lungo codolo rastremato e di sezione quadra. Una piccola crepa su una faccia (forse segno di sfogliatura) e lievi segni del tempo. Complessivamente ben conservata.
La lama è sicuramente quella dello stocco benedetto destinato da papa Innocenzo X a Giovanni II Casimiro Vasa nell’Anno Santo 1650 e consegnato a Varsavia dal nunzio apostolico Giovanni de Torres il 10 aprile 1651, insieme al breve che attribuiva al sovrano il titolo di defensor fidei e alla Rosa d’oro per la regina Maria Luisa Gonzaga. Il dono si inserisce nella prassi curiale dello stocco e berrettone, segno di riconoscimento e al tempo stesso di incoraggiamento politico-religioso rivolto a principi cattolici impegnati nella difesa della Cristianità. Nel nostro esemplare è pervenuta soltanto la lama, priva dei fornimenti (elsa, pomo, fodero e cintura): la perdita delle parti nobili, di metallo prezioso e tessili, è plausibilmente riconducibile alle spoliazioni e rifusioni occorse durante e dopo il cosiddetto Diluvio svedese (1655–1660), contesto in cui una quota significativa dei tesori della Corona fu dispersa o fusa, anche se non esiste prova documentaria puntuale per questo pezzo. La rarità del pezzo sopravvissuto è coerente con la casistica nota degli stocchi benedetti, per i quali in non pochi casi la documentazione e la conservazione riguardano la sola lama, mentre i montaggi e gli accessori risultano perduti. Anche le liste generali dei destinatari confermano lacune per doni coevi oggi non localizzati (ad es. Michał Korybut Wiśniowiecki, 1672), assenti fra gli esemplari superstiti censiti nelle raccolte pubbliche. Assegnazione e consegna dello stocco per Giovanni II Casimiro Vasa sono storicamente attestate, la sopravvivenza materiale del set appare parziale (lama priva di fornimenti), in linea con le perdite sistemiche della metà del XVII secolo. Vedi altri esemplari in "Armi Bianche Italiane" di Lionello G. Boccia, 1975, a tavole 103, 722-723.

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