Asta 144
A 144 Ordini, medaglie & distintivi
17/09/2024
Lotto 123
Tamagno, Francesco
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Provenienza
Regno d'Italia
Datazione
Fine XIX inizio XX Secolo
Dimensioni
dimensioni 5.5 x 8.3 cm.
Conservazione
buone
Croce di commendatore dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, conferita al tenore Francesco Tamagno. In argento dorato e smaltato, sormontata da corona e con nastro da collo.
Francesco Innocenzo Tamagno nacque il 28 dicembre 1850 a Torino. Il ragazzo si avvicinò alla musica, e alla pratica vocale, attraverso la frequentazione di un’associazione di dilettanti, e poi dell’oratorio di don Giovanni Bosco (1815-1888) situato nel vicino paese di Valdocco. Sviluppata una potente voce di tenore, nel corso di quelle prime esperienze si distinse abbastanza da essere chiamato a cantare all’inaugurazione della basilica di Maria Ausiliatrice, il 9 giugno 1868. Tra il 1870 e il 1873 studiò presso il Liceo musicale di Torino. Parallelamente, svolse le prime esperienze professionali: esordì al Teatro Regio come corista nel 1870, in un allestimento di Gli Ugonotti di Eugéne Scribe, Émile Deschamps (1791-1871) e Giacomo Mayerbeer. Dopo un’interruzione, per l’adempimento del servizio militare, per il 1871, il 27 febbraio 1872 debuttò come comprimario nella parte di Gaspero in "La colpa del cuore" di Raffaello Berninzone (1828-1924) e Francesco Cortesi (1826-1904). Dal 1873, inoltre, si affidò all’agente teatrale Antonio Rosani, che gli procurò scritture per parti da protagonista presso il Teatro «Bellini» di Palermo – città dove beneficiò dei consigli del tenore Antonio Platania per perfezionare la propria tecnica vocale. Il 26 dicembre 1877 prese parte all’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala di Milano con "L’africana" di Scribe e Meyerbeer, ricevendo le lodi della critica, insieme però all’invito a rifinire ulteriormente la propria tecnica vocale. Nel maggio del 1878 inaugurò una lunga serie di tournées in America Latina che avrebbe contribuito in modo significativo alla sua definitiva affermazione. Sul finire dello stesso 1878, Tamagno iniziò una relazione sentimentale clandestina che l’anno successivo avrebbe portato alla nascita dell’adorata figlia Margherita (1879-1942).
Nei primi mesi del 1881 la scrittura col Teatro alla Scala per la seconda versione di "Simon Boccanegra" di Giuseppe Verdi, basata sulla revisione da parte di Arrigo Boito del libretto di Francesco Maria Piave, offrì a Tamagno l’occasione per lavorare per la prima volta a contatto diretto con il compositore. Dopo un’ulteriore collaborazione per il debutto, ancora alla Scala, della versione in quattro atti di Don Carlo nella parte eponima, ancora alla Scala nel 1884, nel 1886 su proposta dell’editore Giulio Ricordi (1840-1912) Tamagno fu scritturato per interpretare il protagonista della nuova fatica verdiana, l’Otello su libretto di Boito. Dopo una lunga e minuziosa preparazione condotta sotto la guida del compositore, nel segno di Verdi, Tamagno dominò la successiva stagione scaligera: il 26 dicembre 1886 nella parte di Radamès nell’Aida d’apertura e, soprattutto, il 5 febbraio 1887 nella prima esecuzione di Otello. Il successo trionfale ottenuto nell’occasione lo legò indissolubilmente a quest’ultimo titolo, che Tamagno sarebbe tornato a interpretare con assiduità per il resto della carriera.
Negli anni che seguirono, Tamagno fu richiestissimo, e remunerato con compensi assai elevati. Il 27 marzo 1905 si esibì in concerto per l’ultima volta, al Circolo degli artisti di Torino. Afflitto da condizioni di salute fattesi sempre più precarie, morì a Varese il 31 agosto 1905.
Nei primi mesi del 1881 la scrittura col Teatro alla Scala per la seconda versione di "Simon Boccanegra" di Giuseppe Verdi, basata sulla revisione da parte di Arrigo Boito del libretto di Francesco Maria Piave, offrì a Tamagno l’occasione per lavorare per la prima volta a contatto diretto con il compositore. Dopo un’ulteriore collaborazione per il debutto, ancora alla Scala, della versione in quattro atti di Don Carlo nella parte eponima, ancora alla Scala nel 1884, nel 1886 su proposta dell’editore Giulio Ricordi (1840-1912) Tamagno fu scritturato per interpretare il protagonista della nuova fatica verdiana, l’Otello su libretto di Boito. Dopo una lunga e minuziosa preparazione condotta sotto la guida del compositore, nel segno di Verdi, Tamagno dominò la successiva stagione scaligera: il 26 dicembre 1886 nella parte di Radamès nell’Aida d’apertura e, soprattutto, il 5 febbraio 1887 nella prima esecuzione di Otello. Il successo trionfale ottenuto nell’occasione lo legò indissolubilmente a quest’ultimo titolo, che Tamagno sarebbe tornato a interpretare con assiduità per il resto della carriera.
Negli anni che seguirono, Tamagno fu richiestissimo, e remunerato con compensi assai elevati. Il 27 marzo 1905 si esibì in concerto per l’ultima volta, al Circolo degli artisti di Torino. Afflitto da condizioni di salute fattesi sempre più precarie, morì a Varese il 31 agosto 1905.
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